AOR
Premetto che l’AOR è un genere che conosco da poco, ma al quale mi sono subito interessata. Infatti, gruppi come “I Bon Jovi” o “I Def Leppard”, che pensavo facessero parte soltanto della categoria hard rock/hair metal, invece, rientrano anche in questa categoria di rock pomposo e melodico.
Effettivamente l’AOR (acronimo di album oriented rock) è un genere che va oltre il sound grezzo degli anni 70’ in quanto crea un sofisticato mix di sonorità potenti, pulite, lussuose e ipermelodiche. Inoltre questi elementi che lo caratterizzano possono essere presenti in generi come: l’hard rock, heavy metal, hair metal e altro.
L’AOR ha il suo esordio negli anni 80’ come evoluzione del cosiddetto arena rock, cioè un genere melodico e commerciale ma con suoni grezzi da perfezionare. Il disco che dunque permise questo passaggio, dall’arena rock all’AOR fu “Escape” dei Journey del 1981. Nel giro di un anno molti altri artisti rock si adeguarono al nuovo genere come: i Foreigner e i Toto con IV, Survivor di Eye Of The Tiger, i debutti omonimi di Aldo Nova, degli Asia e degli Alliance, i Kansas di Vinyl Confessions, i Balance con In For The Count e molti altri ancora.
Però agli inizi degli anni 90’, l’AOR fu un genere che subì negativamente l’invasione del grunge e dell’alternative rock, e in poco tempo venne quasi completamente abbandonato. Le migliori etichette discografiche decisero di dedicarsi al grunge che produceva gruppi che mescolavano diverse influenze musicali dall’heavy metal al punk rock, all’hard rock.
Molti gruppi, nonostante il declino del genere rimasero fedeli. Altri nacquero proprio nel corso degli anni 90’ e i primi del nuovo millennio. Quindi ci furono anche case discografiche che supportano questi gruppi, tra le più conosciute ricordiamo quell’italiana Frontiers, le tedesche MTM e AOR Heaven e l’inglese Escape Records.
Oggi l’AOR sta vivendo una fase di rinnovo seguito da un pubblico più esperto e appassionato. Il mercato più importante è il Giappone dove gruppi come i Fair Warning, i Ten e il polistrumentista e cantante Robby Valentine raggiungono alti livelli di popolarità che in Europa sono inimmaginabili.