IRON MAIDEN – KILLERS 1981

Il secondo capitolo della saga Iron Maiden arriva in un momento in cui il gruppo ha già raggiunto di fatto lo status di superstar. Durante il tour a supporto dei Kiss del 1981, i fan contestano la band americana, preferendogli la bestiale carica selvaggia dei Maiden.
Entra in formazione il chitarrista Adrian Smith ma è Paul Di’Anno l’emblema assoluto di quest’industria della ferocia sonora e attitudinale che rispecchia in pieno il ribellismo nichilista della generazione a cui si rivolge. Killers, dal punto di vista musicale, non si discosta molto dal primo album e ne accentua, anzi, i caratteri più duri e malefici, diventando uno dei più significativi esempi di capovolgimento delle consolidate convinzioni discografiche dell’epoca, secondo le quali il successo di massa lo si ottiene soltanto con un ammorbidimento dei suoni. Gli Irons, invece, s’induriscono, raccogliendo più consensi di quanto sia lecito aspettarsi.
The Ides of March
Wrathchild
Murders in the Rue Morgue
Another life
Genghis Khan
Innocent exile
Killers
Prodigal son
Purgatory
Twilight Zone
Drifter
22 Maggio 2009 a 10:30
Secondo me gli Iron Maiden hanno prodotto ESCLUSIVAMENTE capolavori.
Io sono legata sentimentalmente al disco “Brave New World”.
Ma Killers non è male
I primi anni della loro grandiosa carriera
22 Maggio 2009 a 11:50
Ritengo che Killers sia uno dei capolavori dei Maiden che, soprattutto ad inizio carriera non sbagliavano un colpo!
Lo spirito punk di DiAnno, la sapienza compositiva di Steve Harris, una coppia d’asce affiatata e perfetta come Smith-Murray e la bravura di un drummer veloce e preciso come Clive Burr, rendono questo disco meraviglioso!
22 Maggio 2009 a 20:36
Gruppi grandi come iron maiden o metallica o altri
sono nati grandi
già nei primi album hanno dimostrato di saper fare qualcosa che andava sopra le righe
praticamente lì , senti il passaggio del hard rock o punk o quello che si suonava in quegli anni ,
verso una nuova direzione , l’heavy metal