Archivio per aprile, 2009

WHITESNAKE – LOVE HUNTER 1979

Posted in Whitesnake with tags , , on 30 aprile 2009 by blackout87

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Il sound dei Whitesnake è più diretto e meno basato sulle individualità solistiche rispetto a quello dei Purple, ma non per questo è meno fascinoso. Coverdale è il leader ma gli altri, pur mettendosi essenzialmente al servizio della band fanno da protagonisti. “Love Hunter” è un disco di valore assoluto, delizioso fin dall’intenso pezzo di apertura, “Long Way From Home“, che dimostra subito la classe dei sei musicisti in questione. Il resto si mantiene su questi livelli, con un caldissimo hard blues che a tratti si stempera deliziosamente in un feeling quasi jazz. Al momento di andare in tour il buon Dowle sarà sostituito dal leggendario Ian Paice.

  • Long way from home
  • Walking in the shadow of the blues
  • Help me thro’ the day
  • Medicine man
  • You ‘n’ me
  • Mean business
  • Love hunter
  • Outlaw
  • Rock ‘n’ roll women
  • We wish you well
  • Belgian Tom’s hatrick
  • Love to keep you warm
  • Ain’t no love in the heart of the city
  • Trouble
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ACDC – BACK IN BLACK

Posted in AC/DC with tags , , on 29 aprile 2009 by blackout87

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La morte di Bon Scott aveva gettato nello sconforto i fan di tutto il mondo, lasciando una cupa ombra sul futuro della band australiana. Gli AC/DC avevano una sola maniera per fare capire di non essere scomparsi con il loro cantante: realizzare un album come “Back In Black“. Brian Johnson forse non avrà il carisma del predecessore, ma è un signor cantante, e la sua voce acuta e graffiante è una bella sorpresa. Il resto della band si muove sulle solite coordinate, anche se la produzione si fa qui molto migliore e cominciano a comparire sonorità più strettamente metalliche. Grazie all’eccellenza di composizioni come “Hell’s Bells” e “Back In Black“, quest’album spalancherà definitivamente alla band le porte dell’America.

  • Hells Bells
  • Shoot To Thrill
  • What Do You Do For Money Honey
  • Givin’ The Dog A Bone
  • Let Me Put My Love Into You
  • Back In Black
  • You Shook Me All Night Long
  • Have A Drink On Me
  • Snake A Leg
  • Rock And Roll Ain’t Noise Pollution

AC/DC: “ANCHE STASERA LE NOSTRE CHITARRE MORDERANNO”

Posted in AC/DC with tags on 29 aprile 2009 by blackout87

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Metà anni Settanta. Cinque giovani australiani decidono di mettere insieme una band di rock’n’ roll per girare il mondo. Le chitarre dei fratelli Young suonano ad altissimo volume e ciò che loro intendono per rock’n’ roll sono accordi semplici suonanti alla velocità della luce, suoni duri e distorti che si abbattono sugli ascoltatori indifesi e li coinvolgono in un gioco di ricordi e di corse a perdifiato su strade già battute dalla musica del diavolo.

I primi album stampati solo in patria oltrepassano presto i confini nazionali. Nel 1977Let There Be Rock” e il successivo Live tratta dalla prima tournèe mondiale e poi “If You Want Blood, You’re Got It” fanno parlare di loro un po’ dappertutto, e si comincia a fare confusione, li si prende per punk, li si definisce grezzi, maleducati.

Ma più la stampa specializzata si dà da fare per smontare il fenomeno, più gli AC/DC crescono a dismisura. Si parla di rock adolescenziale, di momentaneo successo dovuto e legato all’immagine.

I loro testi trattano il disagio giovanile senza cadere in trappole artefatte. Quello che colpisce della loro musica è la semplicità, la forza bruta di un assolo di chitarra lanciato a dovere,una voce incredibilmente bella e potente, e una sezione ritmica ordinata e pulita.angus-young3

Il leader è Angus Young. La chitarra sembra bruciargli tra le mani mentre il suo dondolarsi pazzamente sul palco in tipica divida da college inglese diventa con gli anni uno spettacolo nello spettacolo. Malcom Young se ne sta in disparte con la sua Gibson les Paul, compone e dirige ritmicamente le follie del fratellino!!!

Il cantante Bon Scott possiede una voce alla Robert Plant, acuta e stridula, ma mai sopra le righe, capace di innalzarsi ad assoluta protagonista ma subito pronta a defilarsi. E’ lui la spalla ideale di Angus che nel 1980 purtroppo morirà sul palco durante un concerto per colpa di una scarica elettrica del suo microfono e gli AC/DC perderanno con lui gran parte della loro carica istintiva.

Ma nel 1979, mentre la new wave cerca di mettere ordine nell’anarchia lasciata dal punk, i nostri arrivano in una Londra sonnolenta, ma Angus e i suoi non si fanno certo pregare e , con o senza l’approvazione di Mr. Jagger, prendono per oro colato le sue parole suonando per una settimana intera in un locale stracolmo di giovani.

Di giorno invece si chiudono in sala d’incisione,dove danno vita al loro album – manifesto: “Hightway To Hell“. Intanto tutto ciò avviene contemporaneamente allo scontro con la stampa inglese, che definisce la loro musica sottocultura da quattro soldi.

In questo clima di conflitto tra la stampa specializzata e il pubblico dei concerti, risalta il sound della band, che rappresenta alla fine dei 70′ quanto di più moderno il vecchio hard rock è in grado di proporre.

La band a questo punto ha di fronte a se un futuro in ascesa, e la sua incontrollabile fiducia nella propria musica la porterò a superare ogni ostacolo. Il 20 Febbraio 1980 Bon, dopo una serata di bevute, si addormenta in auto e muore soffocato dal proprio vomito. Nonostante la gravissima perdita il gruppo prosegue e con Brian Johnson realizza nello stesso anno il suo più grande successo commerciale con “Black in Black“.

Pur privi di un autore di testi all’altezza di Bon, gli AC/DC continuano a celebrare donne e sesso, successo, whisky e la forza vitale del rock, in barba ai soliti benpensanti e alle mode che si succedono a ritmo frenetico. Anche se ora si spostano in limousine, continuano a suonare in jeans e maglietta e i loro concerti sono tutt’ora una delle esperienza più emozionanti alle quali un appassionato di rock possa assistere.

IRON MAIDEN – HALLOWED BE THY NAME (The Number Of The Beast)

Posted in Iron Maiden with tags , on 28 aprile 2009 by blackout87

Un altro pezzo importante è la conclusiva “Hallowed Be Thy Name“, la descrizione delle ultime ore di vita di un condannato a morte abbellita da una lunga parte strumentale e da un’introduzione con le famigerate campane.

I’m waiting in my cold cell, when the bell begins to chime.
Reflecting on my past life and it doesn’t have much time.
‘Cause at 5 o’clock they take me to the Gallows Pole,
The sands of time for me are running low…

Running low–ooohhh…
When the priest comes to read me the last rites,
I take a look through the bars at the last sights,
Of a world that has gone very wrong for me.

Can it be that there’s some sort of error?
Hard to stop the surmounting terror.
Is this really the end, not some crazy dream?

Somebody please tell me that I’m dreaming,
It’s not easy to stop from screaming,
But words escape me when I try to speak.
Tears flow but why am I crying?
After all I’m not afraid of dying.
Don’t I believe that there never is an end?

As the guards march me out to the courtyard,
Somebody cries from a cell “God be with you”.
If there’s a God then why does he let me go?

As I walk my life drifts before me.
Though the end is near I’m not sorry.
Catch my soul, it’s willing to fly away.

Mark my words believe my soul lives on.
Don’t worry now that I have gone.
I’ve gone beyond to see the truth.

When you know that your time is close at hand,
Maybe then you’ll begin to understand
Life down here is just a strange illusion.

Yeah, yeah, yeah…Hallowed be Thy name
Yeah, yeah, yeah…Hallowed be Thy name
Yeah…………………………….

 

Sia Santificato Il Tuo Nome

Aspetto nella mia fredda cella, quando la campana comincia a rintoccare
Rifletto sulla mia vita passata e non c’è più molto tempo
Perché alle 5 mi portano alla forca
Per me le sabbie del tempo si assottigliano… si assottigliano…

Quando il prete viene a leggermi gli ultimi rituali, do uno sguardo fra le sbarre alle ultime scene 
Di un mondo ch’è andato, tutto sbagliato per me

Può essere che ci sia stata una specie errore? Difficile fermare il crescente terrore
È veramente la fine e non qualche sogno folle?

Vi prego qualcuno mi dica che sto sognando, non è facile smettere di gridare
Ma le parole mi sfuggono quando cerco di parlare

Scendono lacrime ma perché sto piangendo? Dopotutto non ho paura di morire
Non sono io a credere che non c’è mai una fine?

Quando i secondini mi accompagnano fuori nel cortile, Qualcuno invoca da una cella, “Che Dio sia con te”
Se c’è un Dio allora perché mi ha lasciato andare?

Mentre cammino la vita mi scorre davanti, e anche se la fine è vicina non sono dispiaciuto
Prendimi l’anima, vuole volare via

Annota le mie parole, credi ti prego, la mia anima continua a vivere, Ti prego non ti preoccupare ora che sono andato
Sono andato oltre a vedere la verità

Quando sai che il tuo momento è vicino, Forse allora comincerai a capire
La vita laggiù è solo una strana illusione

Sia santificato il tuo nome, Sia santificato il tuo nome

IRON MAIDEN – GANGLAND (The Number Of The Beast)

Posted in Iron Maiden with tags , on 28 aprile 2009 by blackout87

Gangland” tocca temi simili alle altre canzoni presenti nell’album, ma da un’angolazione diversa, quella di un uomo spaventato nella “terra delle gang” vale a dire una sorta di Chicago ai tempi di Al Capone.

 

Shadows may hide you but also may be your grave
You’re running today maybe tomorrow you’ll be saved
You pray for daylight to save you for a while
You wonder if your children will face the killer’s smile

Dead men — tell no tales
In Gangland — murder’s up for sale
Dead men — tell no tales
In Gangland — where jail birds die

Face at the window leers into your own
But it’s only your reflection still you tremble in your bones
How long can you hide? How long till they come?
A rat in a trap but you’ve got to survive

Once you were glad to be free for a while
The air tasted good and the world was your friend
Then came the day when the hard times began
Now your alone but alive for how long?

A knife at your throat another body on the pile
A contract to keep and it’s service with a smile
Murder for vengeance or murder for gain
Death on the streets or a blackened out jail

Dead men — tell no tales
In Gangland — murder’s up for sale
Dead men — tell no tales
In Gangland — where jail birds die

In Gangland you tell no tales

 

Gangland

Le ombre potranno nasconderti, ma anche essere la tua tomba
Oggi corri, forse domani sarai salvato
Preghi che la luce del giorno ti salvi per un po’
Ti chiedi se i tuoi figli affronteranno il sorriso dell’assassino

I morti – non parlano, nella Gangland – omicidi in vendita
I morti – non parlano, nella Gangland – dove muoiono gli avanzi di galera

Affronti dentro te le occhiatacce dalle finestre
Ma è solo il tuo riflesso, ancora ti tremano le gambe
Per quanto ti puoi nascondere?, per quanto, finché arrivano?
Un topo in gabbia, ma devi sopravvivere

Una volta eri felice di essere libero per un po’
L’aria aveva un buon sapore e il mondo ti era amico
Poi giunse il giorno quando iniziarono i tempi difficili
Ora sei solo ma vivo… per quanto tempo?

I morti – non parlano, nella Gangland – omicidi in vendita
I morti – non parlano, nella Gangland – dove muoiono gli avanzi di galera

Un coltello alla tua gola, un altro corpo nel mucchio
Un contratto da mantenere, ed è: il servizio con un sorriso
Omicidi per vendetta o per il guadagno
Morte nelle strade o un’oscura prigione

I morti – non parlano, nella Gangland – omicidi in vendita
I morti – non parlano, nella Gangland – dove muoiono gli avanzi di galera

Uomini morti…ambiente della malavita…omicidio
Nella Gangland non racconti storie

IRON MAIDEN – RUN TO THE HILLS (The Number Of The Beast)

Posted in Iron Maiden with tags , on 27 aprile 2009 by blackout87

Il tema della fuga dagli orrori torna con la grande prepotenza nell’hit “Run To The Hills” forse la canzone più famosa dell’album. Questa canzone descrive lo sterminio degli indiani d’America visto attraverso gli occhi dei perdenti.

 

White man came across the sea
He brought us pain and misery
He killed our tribes, he killed our creed
He took our game for his own need

We fought him hard we fought him well
Out on the plains we gave him hell
But many came too much for cree
Oh will we ever be set free?

Riding through dustclouds and barren wastes
Galloping hard on the plains
Chasing the redskins back to their holes
Fighting them at their own game
Murder for freedom a stab in the back
Women and children and cowards attack

Run to the hills run for your lives
Run to the hills run for your lives

Soldier blue on the barren wastes
Hunting and killing their game
Raping the women and wasting the men
The only good indians are tame
Selling them whisky and taking their gold
Enslaving the young and destroying the old

Run to the hills run for your lives

 

Correte Sulle Colline

L’uomo bianco venne attraverso il mare, ci ha portato dolore e miseria
Ha ucciso le nostre tribù, ha ucciso il nostro credo, ha preso la nostra selvaggina per il suo bisogno
Lo abbiamo combattuto duramente, abbiamo lottato con valore, fuori nelle pianure, gli abbiamo dato filo da torcere
Ma vennero in troppi per i Cree , oh saremo mai liberati?

A cavallo fra nuvole di polvere e lande aride, galoppando veloci nelle pianure
Inseguendo gl’indiani fin nei loro nascondigli, combattendoli nel loro stesso gioco
Assassinio per la libertà, pugnale nella schiena, donne, bambini e codardi, attacco!

Correte sulle colline, correte per le vostre vite 
Correte sulle colline, correte per le vostre vite

Soldati blu nelle lande desolate, cacciando e uccidendo le prede
Violentando le donne e colpendo gli uomini a morte, solo gl’indiani buoni vengono addomesticati
Vendendo loro whisky e prendendo il loro oro, schiavizzando il giovane e distruggendo il vecchio 

Correte sulle colline, correte per le vostre vite 
Correte sulle colline, correte per le vostre vite

Correte sulle colline, correte per le vostre vite 
Correte sulle colline, correte per le vostre vite

IRON MAIDEN – THE NUMBER OF THE BEST (The Number Of The Beast)

Posted in Iron Maiden with tags , on 27 aprile 2009 by blackout87

Anche la celebre “The Number Of The Beast” è ispirata a un film (Omen II, 1978) ed inizia con la citazione della Bibbia dove si afferma che “Il numero della bestia è il 666“. Questo pezzo ha attirato su di sé molte critiche. Eppure non descrive un rito satanico con compiacenza bensì con fremiti di paura e di rifiuto, specie quando Dickinson canta che il rito “non può andare avanti: devo informare la polizia”.

 

 

Woe to You Oh Earth and Sea for the Devil sends the beast with wrath
because he knows the time is short. Let him who hath understanding
reckon the number of the beast for it is a human number
its number is six hundred and sixty six.

I lived alone my mind was blank
I needed time to think to get the memories from my mind

What did I see? Could I believe?
That what I saw that night was real and not just fantasy

Just what I saw  in my old dreams
were they reflections of my warped mind staring back at me?

‘Cause in my dreams it’s always there
the evil face that twists my mind and brings me to despair

Night was black  was no use holding back
‘Cause I just had to see was someone watching me
In the mist dark figures move and twist was all this for real
or just some kind of hell

6-6-6 the Number of the Beast
Hell and fire was spawned to be released

Torches blazed and  sacred chants were phrased
as they start to cry  hands held to the sky
In the night  the fires are burning bright
the ritual has begun  Satan’s work is done

6-6-6 the Number of the Beast
Sacrifice is going on tonight

This can’t go on  I must inform the law
Can this still be real  or just some crazy dream?
but I feel drawn  towards the chanting hordes
seem to mesmerise…can’t avoid their eyes

6-6-6 the Number of the Beast
6-6-6 the one for you and me

I’m coming back  I will return And I’ll possess your body
and I’ll make you burn I’ll have the fire  I’ll have the force
I’ll have the power  to make my evil take its course

 

Il Numero Della Bestia

Parlato: Guai a voi, o terra e mare, perché il diavolo manda la bestia con furore, perché sa di avere poco tempo…
Chi ha intendimento calcoli il numero della bestia, perché è un numero d’uomo, il suo numero è seicentosessantasei.

Ero rimasto solo, la mente vuota, avevo bisogno di tempo per pensare, per tirar fuori i ricordi dalla mente
Cosa ho visto? Posso credere che ciò che ho visto quella notte fosse reale e non soltanto fantasia?

Quello che ho visto nei miei vecchi sogni, erano riflessioni della mia mente distorta che mi fissavano a loro volta?
Perché nei miei sogni è sempre lì, il volto del male che mi contorce la mente e mi porta alla disperazione

La notte era nera, inutile trattenersi, ho dovuto proprio vedere, c’era forse qualcuno che mi guardava?
Nella nebbia figure nere si muovono e si contorcono, era tutto reale o una specie d’inferno?

666 – il numero della bestia
inferno e fuoco furono generati per essere liberati

Le torce luccicavano e inni sacri venivano innalzati, quando cominciarono a gridare, le mani rivolte verso il cielo
Nella notte i fuochi bruciano luminosi, il rituale è iniziato, il lavoro di Satana è compiuto

666 – il numero della bestia
Sacrificio è offerto stanotte

Questo non può continuare devo informare la legge, sarà reale o è un sogno folle
Ma mi sento trascinato verso l’inneggiante moltitudine del male, sembrano ipnotizzare, non riesco a evitare i loro occhi

666, il numero della bestia
666, quello per me e per te

Torno indietro, ritornerò, possiederò il tuo corpo e ti farò bruciare
Ho il fuoco, ho la forza, ho il potere di far avere al male il suo corso