IRON MAIDEN

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Le origini degli Iron Maiden, fra i più popolari gruppi inglesi di heavy metal degli anni ’80, risalgono al 1975 quando il bassista Steve Harris dà vita al gruppo assemblando un’iniziale formazione. I primi anni di attività sono durissimi: i soldi sono pochi, così come i club in cui suonare, perciò tutti i membri degli Iron si dividono tra un lavoro diurno e i concerti alla sera.

La formazione inizialmente non è stabile, i primi membri  sono il cantante Paul Di’Anno, i chitarristi Dave Murray e Tony Parsons e il batterista Doug Sampson. Il 31 dicembre del 1978 i quattro registrano un demo di tre brani che farà successo nelle serate metal.

Nell’autunno 1979 esce, pubblicato come Ep, cioè come minialbum, “The Soundhouse Tapes” che riscuote un discreto successo anche se viene venduto solo ai concerti e per corrispondenza. Il successo vale al gruppo un contratto con la Emi.

Iron Maiden” esce nell’aprile del 1980 con Cliver Burr alle percussioni e un secondo chitarrista, Dennis Stratton accanto a Murray. L’album raggiunge il quarto posto in Inghilterra e il gruppo inizia a entrare in tour con Judas Priest e Kiss. Nell’ottobre del 1980, Stratton lascia il gruppo e viene sostituito da Adrian Smith.

Nel febbraio del 1981 esce l’album “Killers” che conferma lo stile del gruppo. Dopo un importante tour in Giappone il cantante viene sostituto con Bruce Dickinson che debutta in concerto proprio in Italia.

The Number Of The Beast” del 1982 è un caposaldo del genere e l’album è al primo posto in Inghilterra e platino negli Usa.

La formazione assume il suo definitivo assetto con l’ingresso di Nicko Mc Brain che sostituisce Burr e nel maggio del 1983 realizzano “Piece Of Mind“.

Con l’uscita dell’album “Powerslave” nel 1984 c’è la più grande tournèe mondiale mai sostenuta prima di allora da un gruppo rock, il World Slavery Tour, con un programma di 300 concerti tra l’84 e l’85.

Con “Seventh Son Of A Seventh Son” del 1988 iMaiden realizzano uno dei più brillanti capitoli della loro discografia, grazie ai brani affascinanti e a testi incentrati sul tema della magia e del paranormale.

L’anno successivo sia Bruce che Adrian iniziano a lavorare a progetti solisti e a manifestare alcune esigenze che non possono essere soddisfatte con gli Iron Maiden.

Tutto questo non intacca il gruppo, che con “No Prayer For The Dying” dimostra di essere ancora un punto di riferimento della scena heavy metal.

Infatti pochi si aspettavano che “Fear Of The Dark” sarà l’ultimo album realizzato con Bruce alla voce, il quale lascia amichevolmente il gruppo per dedicarsi alla carriera solista.

Nel gruppo, entra a far parte Blaze Bayley, che sostituisce appunto il cantante e i successivi album “The – X – Factor” e “Virtual XI” vengono accolti tiepidamente dai fan.

Steve richiama Bruce nel gruppo e Adrian rientra affiancandosi a Janick Gers e Dave Murray, insieme realizzano “Brave New World” nel 2000 che rappresenta un ritorno ben apprezzato ma con uno spessore artistico relativo.

Il ritorno di Bruce è un trionfo come mostrano i concerti tenuti di fronte a migliaia di fan in delirio.

Alle soglie del nuovo millennio gli Iron sono tornati ad essere il più rappresentativo gruppo metal in circolazione, resta da stabilire se sapranno ancora fornire un apporto davvero significativo al genere.

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