DEEP PURPLE – MADE IN JAPAN 1972

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Made In Japan” è un album live realizzato dai Deep Purple nel 1972. Il successo dell’album è sensazionale.

Il disco si apre con “Highway Star” eseguita in maniera eccellente, come appariranno anche le altre esecuzioni. La durata del brano viene dilatata di diversi minuti e l’assolo di Blackmore irrompe nel pezzo in maniera eclatante, la coesione è perfetta e il pubblico è giustamente in delirio!!!Sfido a non esserlo!!!

Si prosegue con “Child in Time” il cui ormai mitico inciso mette in evidenza uno Ian Gillan veramente in gran forma, la sua voce sembra uno strumento aggiungo, pronta a urlare senza mai andare fuori tono, senza mai una sfumatura. Qualcosa di veramente eccezionale!Fa venire i brividi!

Il brano che meglio rappresenterà il futuro dei Deep Purple è sicuramente “Smoke On The Water“, il suo riff viene ripetuto fino all’inverosimile, gli accordi in successione di Blackmore vengono imparati a memoria da chiunque decida da quel momento in poi di prendere in mano la chitarra.

Segue “The Mule” e il pubblico fa la conoscenza di Ian Paice, che come consuetudine di quei tempi, si appropria della canzone tratta da “Fireball” e la fa sua inserendo all’interno un interminabile assolo di batteria.

Con  “Strange Kind Of Woman” si ritorna allo schema classico del pezzo con l’alternanza di Blackmore e Lord sotto le luci della ribalta, ma nel finale, gli strumenti si zittiscono, solo Paice tiene un semplice tempo di batteria subito sopportata dal battimani del pubblico, ed è a quel punto che Blackmore e Gillan danno vita a un duetto tra chitarra e voce, con il cantante impegnato a raggiungere le note più alte della Stratocaster di Blackmore senza dargli tregua e scatenano l’esultanza di tutti i presenti.

Tocca poi a “Lazy” bellissimo brano tratto da “Machine Head“, farsi strada nell’aria ed è una versione quasi jezzata; chi detta legge è il suono questa volta cristallino della chitarra di Blackmore che si inerpica tra virtuosismi.

Si chiude con “Space Truckin” e con la voce di Gillan che invita il pubblico a scandire il tempo con le mani, mentre il gruppo si lancia verso un’orgia liberatoria di suoni che sembra non avere fine.

Io posso solo dire che ascoltare “Made In Japan” è come aprire la scatola dei ricordi, rituffarsi nel passato ed è l’album che ha permesso di viaggiare tra le molte strade che solo certa musica riesce a tracciare.

 

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Una Risposta to “DEEP PURPLE – MADE IN JAPAN 1972”

  1. Disco bellissimo che mi riporta agli anni della giventù

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