Archive for the Iron Maiden Category

IRON MAIDEN – KILLERS 1981

Posted in Iron Maiden with tags , , on 22 maggio 2009 by blackout87

IronMaiden-Killers(1981)

Il secondo capitolo della saga Iron Maiden arriva in un momento in cui il gruppo ha già raggiunto di fatto lo status di superstar. Durante il tour a supporto dei Kiss del 1981, i fan contestano la band americana, preferendogli la bestiale carica selvaggia dei Maiden.

Entra in formazione il chitarrista Adrian Smith ma è Paul Di’Anno l’emblema assoluto di quest’industria della ferocia sonora e attitudinale che rispecchia in pieno il ribellismo nichilista della generazione a cui si rivolge. Killers, dal punto di vista musicale, non si discosta molto dal primo album e ne accentua, anzi, i caratteri più duri e malefici, diventando uno dei più significativi esempi di capovolgimento delle consolidate convinzioni discografiche dell’epoca, secondo le quali il successo di massa lo si ottiene soltanto con un ammorbidimento dei suoni. Gli Irons, invece, s’induriscono, raccogliendo più consensi di quanto sia lecito aspettarsi.

 

The Ides of March

Wrathchild

Murders in the Rue Morgue

Another life

Genghis Khan

Innocent exile

Killers

Prodigal son

Purgatory

Twilight Zone

Drifter

 

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IRON MAIDEN – STRANGE WORLD (Iron Maiden 1980)

Posted in Iron Maiden with tags , on 20 maggio 2009 by blackout87

Le prime note di questo pezzo (poi quasi plagiate dai Metallica in Welcome Home), suonate sugli strumenti armonici artificiali, disegnano l’oscena e avvolgente visione di un Di’Anno fatto di eroina che narra al mondo la sua sconvolgente esperienza con il sorriso sulle labbra. L’intensità spaventosa di Strange World è uno dei più pertinenti e impietosi commenti sonori che l’epoca a cavallo tra gli anni Settanta e gli Ottanta abbia mai avuto.

 

The only place where you can dream,
Living here is not what it seems.
Ship of white light in the sky,
Nobody there to reason why.
Here I am, I’m not really there,
Smiling faces ever so rare.
A lets walk in deepest space,
Living here just isnt the place.

Stalks of light come from the ground,
When I cry there isn’t a sound.
All my feelings cannot be held,
Im happy in my new strange world.
Shades of green grasses twine,
Girls drinking plasma wine.
A look at love, a dream unfolds,
Living here, you all never grow old.

Dont you hear me call? ooh

IRON MAIDEN – RUNNING FREE (Iron Maiden 1980)

Posted in Iron Maiden with tags , , on 20 maggio 2009 by blackout87

L’inno del gruppo e la più grande bandiera alla vita libera e selvaggia che sia mai stata scritta nella storia del metal. Su di un tempo shuffle ossessivo fino alle convulsioni, s’innesta il riffing pazzesco e squadrato con l’accetta di Murray e Stratton, mentre il basso di Harris si rivela un efficacissimo tritacarne sonoro.

Di’Anno urla slogan d’urgenza liberatoria (alcol, sesso mercenario, strafottenza e irresponsabilità, beffe della legge e della morale) che diventano l’inno nazione della generazione metal degli anni Ottanta.

Chi volesse capirla, piuttosto che perdere tempo in inutile studi sociologici e politici, farebbe prima a leggersi attentamente il testo di questo brano, lasciandosi trasportare dalla sua rozzezza sonora che sta all’irrequietezza esistenziale della gioventù occidentale come i tamburi dell’Africa ancestrale stanno ai rituali del vudù.

IRON MAIDEN – REMEMBER TOMORROW (Iron Maiden 1980)

Posted in Iron Maiden with tags , , on 18 maggio 2009 by blackout87

Le movenze psichedeliche dell’inizio vengono rapidamente sommerse da una brutalità chitarristica che rappresenta le convulsioni di chi è in preda alla disperazione e al furore. E’ Di’Anno il sommo sacerdote della perdizione che ne narra candidamente l’oscena bellezza anche se, diverso tempo dopo, dirà che, in realtà, è una canzone dedicata al padre scomparso.

 

IRON MAIDEN – SANCTUARY (Iron Maiden 1980)

Posted in Iron Maiden with tags , on 18 maggio 2009 by blackout87

pauldianno

 Originariamente non incluso nell’album e pubblicato solo come singolo, Sanctuary viene aggiunta al disco solo nelle ristampe degli anni Novanta, quando è già diventata da molto tempo uno dei super – classici del gruppo.

Non c’è spazio per nessuna redenzione nel mondo teppistico e violento degli Iron Maiden. Un riff ferocissimo e tagliente come una lama di rasoio si snoda selvaggio mentre Di’Anno ci catechizza di omicidio  e fuga dalla polizia, senza cercare compassione e senza struggersi nei complessi di colpa. La normalità del delitto dei bassifondi londinesi genera visioni compiaciute, in cui l’unica preoccupazione è quella di cercarsi un rifugio (il “sanctuary”, appunto) dalla legge. Di tutto il resto, chi se ne frega. Spettacolarmente sanguinolenta, Sanctuary fa scuola a tutto il metal degli anni Ottanta.

 

Out of the winter came a war horse of steel.
I’ve never killed a woman before, but I know how it feels.

*Chorus*:
I know you’d have gone insane if you saw what I saw.
So now I’ve got to look for sanctuary from the law.
So give me sanctuary from the law and I’ll be alright.
Just give me sanctuary from the law and love me tonight, tonight.

I met up with a ‘slinger last night to keep me alive.
He spends all his money on gambling and guns to survive.

*Chorus*

I can laugh at the wind, I can howl at the rain.
Down in the Canyon or out in the plain.

*Chorus*

IRON MAIDEN – PROWLER (Iron Maiden 1980)

Posted in Iron Maiden with tags , , on 18 maggio 2009 by blackout87

Il biglietto da visita degli Iron Maiden è questo furioso speed rock che ne definisce alla perfezione le coordinate stradaiole e criminali. Paul Di’Anno si presenta come un esibizionista da parco pubblico (“… Puoi vedermi strisciare dietro i cespugli/ Con la patta aperta/ Cosa vedi, ragazzina? / Questo è l’originale!”) e non si lascia intimorire da una morale che non può imbrigliarne la spinta vitale.

IRON MAIDEN – IRON MAIDEN 1980: LA BOMBA SONORA CHE SCOSSE LA SCENA DEL ROCK INGLESE FIN DALLE FONDAMENTA!

Posted in Iron Maiden with tags , , on 9 maggio 2009 by blackout87

Iron-Maiden 1980

Nel calderone ribollente del metal inglese, gli Iron Maiden si ergono subito da protagonisti accanto ai Saxon, ai Motorhead e altri. L’album “Iron Maiden” però, non è soltanto un disco di successo ma un vero e proprio manifesto sociale ed esistenziale della Britannia di fine anni Settanta, dove la violenza giovanile, la crisi economica, la disoccupazione e il degrado morale portano un’intera generazione allo sbando.

Questi Iron Maiden sono un tassello anonimo ma rumoroso di tale quadro di devastante realismo.

 

Prowler

Sanctuary

Remember Tomorrow

Running Free

Phantom of the Opera

Transylvania

Strange World

Charlotte the Harlot

Iron Maiden