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MOTLEY CRUE – GIRLS GIRLS GIRLS 1987

Posted in Motley Crue with tags , , on 14 aprile 2009 by blackout87

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Con ogni probabilità non è il migliore degli album dei Motley Crue, ma è un disco chiave tanto nella storia del gruppo quanto nel contesto rock di quegli anni. I Crue realizzano questo album con un grado di consapevolezza di se stessi e di sé, come gruppo molto alto.

Il cuore del disco è concentrato nella prima parte: in perfetta sequenza, si parte con l’adrenalinica “Wild Side”, poi “Dancing on Glass” e “Bad Boy Boogie” che sono l’essenza dell’hair metal, pop metal, glam metal e a tutto ciò che vogliamo legarlo!!!

Nella seconda parte del disco troviamo sostanzialmente episodi minori, con esclusione della ballata “You’re All I Need” e una cover registrata dal vivo “Jailhouse Rock” di Presley. “Nona” è invece un brano breve, semi strumentale, di scarso significato se non per ricordare la nonna morta di Nikki Sixx, poco prima della registrazione dell’album.

Ma i due pezzi importanti del disco sono “Wild Side” e “Girls Girls Girls“.

L’album debutta il 15 maggio del 1987 al numero 5 della classifica di Billboard e merita immediatamente il disco di platino.

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MOTLEY CRUE

Posted in HEAVY METAL, Motley Crue with tags , , on 14 aprile 2009 by blackout87

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I Motley crue sono il gruppo caratterizzato dal più forte senso dell’immagine, glam e quasi teatrale che ci riporta ai tempi di Alice Cooper e dei Kiss.

Il loro look, a base di irte criniere, make -up, ma anche tacchi e catene, ha profondamente segnato l‘heavy metal degli anni ’80.

La nascita del gruppo avviene nel Febbraio del 1981 quando Nikki Sixx lascia il suo precedente gruppo per unirsi a Tommy Lee. Successivamente ai due si aggiungono Mick Mars e Vince Neil.

Nell’ottobre dello stesso anno di formazione, i Motley Crue registrano “Too Fast For Love” per la personale etichetta; un disco grezzo, incerto tra il punk e l’heavy, immaturo ma che sottolinea bene l’enorme potenziale che il gruppo ha dal vivo, sul palco.

Quindi vengono immediatamente scritturati dall’Elektra che nell’agosto del 1982 ripubblica l’album in una versione remixata. L’anno successivo viene prodotto l’album “Shout At The Devil” che vende oltre due milioni di copie negli Stati Uniti.

Nel dicembre del 1984, Vince Neil provoca un incidente automobilistico in cui trova la morte Razzle, batterista degli Hanoi Rocks. Il futuro dei Motley Crue resta per qualche tempo incerto, poiché Vince rischia la prigione, ma infine il quartetto senza cambi di formazione entra in studio per la realizzazione del nuovo album: “Theatre Of Pain” dell’1985. Questi ultimi due album offrono l’occasione per iniziare lunghi tour in patria e all’estero.

Quando all’inizio del 1987, l’Elektra li chiama all’ordine, invitandoli a pensare a buttar giù qualche pezzo per il nuovo disco, il quartetto è ridotto davvero male. Nikki Sixx è ormai completamente dipendente dall’eroina,Vince Neil e Mick Mars hanno seri problemi con l’alcol e Neil è ancora alle prese con il processo per omicidio colposo.

Nello stesso anno però annunciano la realizzazione dell’album “Girls Girls Gilrs” nel quale la band dimostra di non aver perso la carica offensiva che lo contraddistingue, come prova il selvaggio inno Wild Side.

Il 1988 vede la produzione di “Dr. Feelgood” e agli inizi degli anni novanta viene pubblicata la raccolta “Decade Of Decadence“.

Nel 1992 il vocalist e membro fondatore Vince Neil, licenziato dal gruppo, intenta agli ex compagni una causa da cinque milioni di dollari che si risolve solo due anni dopo di battaglie legali.

Il cantante,quindi forma la Vince Neil Band e insieme al chitarrista Steve Stevens pubblica “Exposed” riscuotendo un buon successo commerciale.

I Motley Crue, tornano in studio nel 1994 pubblicando un album che porta il nome della band e accolto male dalla critica. Gli anni successivi i Crue faranno parlare di loro più per le vicende sessuali che per la musica.

Sul finire del decennio, Tommy Lee abbandona la formazione e con il ritorno di Neil e il  nuovo membro Randy Castillo il gruppo incide “New Tattoo“, decisamente il disco più riuscito dell’intero decennio.