Archivio per Biografia

VAN HALEN

Posted in Van Halen with tags , , on 21 maggio 2009 by blackout87

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Nati come Mammoth a metà degli anni ’70, si danno da fare devastando i club di Pasadena e dintorni. Grazie a una raccomandazione di Gene Simmons dei Kiss (che rimane impressionato da una loro esibizione), riescono finalmente a ottenere un contratto discografico in Van Halen.

Il primo album della band esplode letteralmente sulla scena rock americana, grazie alla notevole dose si energia dei quattro e, soprattutto, alla tecnica innovativa di Eddie: il chitarrista olandese (lui e il fratello Alex si trasferirono negli States da ragazzini) diventa ben presto l’idolo incontrastato degli aspiranti guitar heroes di tutto il mondo.

Dopo 1984, l’album di maggior successo, David Lee Roth si lascia tentare dalla carriera solista e lascia la band, sostituito dal più dotato Sammy Hagar.

Alla fine degli anni ’90 i Van Halen tentano la carta della reunion con Roth, ma tutto sfuma. A questo punto, però, Hagar ha già lasciato infuriato e al suo posto arriva il bravissimo Gary Cherone. Purtroppo 3 è un brutto album e non vende quanto ci si aspetta, e alla fine Gary preferisce riformare il suo gruppo.

WHITESNAKE

Posted in Whitesnake with tags , , on 25 aprile 2009 by blackout87

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I Whitesnake ,una delle band hard rock, che si aggiudica a mio parere un posto molto in alto a livello musicale ed emozionale, nacque ad opera di David Coverdale.

David Coverdale iniziò la sua carriera con i Deep Purple. Successivamente lasciò il gruppo, con le idee molto chiare per intraprendere una carriera solista. Egli è stato per anni il simbolo del perfetto frontman: tutto capelli, fisico, voce e sesso, con canzoni che si tramutano in una continua allegoria sensuale e che parte dalle corde vocali per estendersi a tutto il corpo.

Probabilmente Coverdale è stato l’oggetto erotico rock più imitato e desiderato di sempre!!!

Il cammino musicale dei Whitesnake inizia con l’album “Trouble” e prosegue con “Love Hunter“, l’album nel quale una ragazza nuda cavalca un serpente.

In tre anni di attività Coverdale era riuscito a creare una formazione che racchiudeva gli ex componenti del precedente gruppo: Jon Lord e Ian Paice, tastierista e batterista dei Purple. Così quando esce l’album “Ready An’Willing” la critica commenta sulla ritrovata armonia dei musicisti.

Ma gli obiettivi di Coverdale sono altri: egli infatti vuole realizzare un disco perfetto che gli permette di vivere di luce propria e di uscire dall’ombra della band che lo ha lanciato.

La carriera dei Whitesnake prosegue con sempre maggiori fortune, dischi validi e un successo crescente. Arriva persino una svolta di immagine e con un suono più adatto alle radio americane, con dischi che mantengono intatto il tradizionale colore blues, ma che a livello di scrittura di canzoni mostrano una certa forzatura alla ricerca del singolo.

In ogni caso, in questa giostra di cambi di formazione, di concerti da record, di festival, i Whitesnake sforano comunque lavori di qualità, tra cui vale assolutamente la pena di citare: “Slide Of The In” e lo scintillante “Slip Of The Tongue“, con uno straordinario Steve Vai alla chitarra.

All’inizio degli anni Novanta la loro avventura ha una brusca frenata, motivata dall’ambizione soliste dei componenti. E’ solo nel 1997 che il gruppo torna con “Restless Heart” e poi con un magnifico disco acustico “Starkes In Toyko“, dove vengono anche rivisitati alcuni dei successi del gruppo.

In mezzo a questi successi c’è anche la parentesi del progetto Coverdale/Page che ha permesso al cantante di coronare il sogno di dividere il palco con l’ex chitarrista dei Led Zeppelin.

SI PRESENTANO COSI’…

Posted in SCORPIONS with tags on 23 aprile 2009 by blackout87

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Anche se gli SCORPIONS sono il mio gruppo PREDILETTO non esagererò con gli elogi ma mi limiterò a raccontare la capacità che tale gruppo è riuscito ad usare per diventare così importante.

Di origine tedesca, gli Scorpions hanno incarnato, con la loro lunga e imprevedibile carriera, tutte le mutazioni del mondo hard e heavy metal per almeno un ventennio.

Al di là dello strepitoso successo commerciale, gli Scorpions sono stati i primi, insieme ai contemporanei Wailers di Bob Marley, a rompere il monopolio anglo – americano nella musica rock e pop.

Ma la grandezza degli Scorpions va anche oltre. Essi, infatti, hanno imposto una gestualità e un modo di fare spettacolo e di tenere il palco con cui sono stati costretti a confrontarsi con tutti i protagonisti della prima andata hard rock degli anni Settanta. Ma che ha immediatamente influenzato tutta la successiva generazione heavy metal, stabilendo che tra gli elementi caratteristici non potevano mancare: l’atletismo live, il succedersi di pose plastiche come ad esempio la chitarra imbracciata per imitare una mitragliatrice, il correre frenetico sul palco e il costante “headbangin‘”,cioè lo scuotimento ritmico della testa dall’alto verso il basso, durante la performance.

Prima degli Scorpions, la regola era quella dei musicisti statici, anzi era possibile solo al cantante spostarsi e interpretare la propria performance. Invece gli Scorpions rappresentavano un tutt’uno, un corpo in continuo movimento che permetteva di rendere così il proprio show unico e indimenticabile.

Un punto forte del gruppo era il loro essere inconfondibilmente e indelebilmente tedeschi!!!E questa non è una battuta!Ma sono sempre stati guidati da un’unica attitudine: poche idee ma chiarissime e messe in pratica con grande determinazione.

 

TOTO

Posted in AOR with tags , , on 17 aprile 2009 by blackout87

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I Toto sono un gruppo rock che ho iniziato a conoscere da poco sempre sotto direzione di mia sorella anche se molte canzoni le avevo già ascoltate e forse anche canticchiate. Eppure quando mi sono ben documentata ho letto che il gruppo si è formato intorno al 1978. Esso nasce ad opera di due fratelli: Jeff e Joe Porcaro che insieme al tastierista David Paich, al chitarrista Steve Lukather, il bassista David Hungate e il cantante Bobby Kimball danno vita ad una serie impressionante di album pop, rock e fusion.

I Toto, nome curioso, che fa riferimento al cane del Mago di Oz, esordiscono con un album omonimo e con il 45 giri “Hold The Line” che ottiene circa la vendita di un milione di copie.

I successivi album pubblicati, sempre seguendo una linea pop rock con qualche sfumatura hard sono “Hydra” e “Turnsack“, che segna il passo nelle vendite.

Ma la svolta si ha nel 1982 con l’uscita dell’album “Toto IV” che risulta essere il più acclamato del decennio e il successo del disco dura per tutto il 1983 e spinge i Toto a rallentare l’attività discografica.

Successivamente Hungate e Kimball dopo la registrazione di un altro album abbandonano il gruppo. Vengono così sostituiti da Mike, altro fratello Porcaro, e da Dennis Ferie. Con questa formazione i Toto esordiscono con “Isolation” che non viene ben accettato dal pubblico come l’album precedente.

Infatti nella seconda metà negli anni Ottanta, l’attività musicale dei Toto non va bene, anzi è come se avessero perso quel tocco magico che li caratterizzava.

Con l’uscita dell’album “The Seventh one” del 1988, solo due brani “I’ll Be Over You” e “Pamela” riescono a rompere la routine commerciale.

Negli anni futuri si vedranno tanti cambiamenti all’interno del gruppo, cambia il cantante sostituito da Joseph Williams, Steve Porcaro abbandona il gruppo, ma la notizia più rilevante è la scomparsa del batterista Jeff Porcaro.

Nell’agosto del 1992 Porcaro muore per quella che inizialmente veniva definita allergia a un pesticida ma che poi risultò abuso di cocaina. Prima di questa tragedia il gruppo aveva pubblicato un’antologia “Past to Present” contenente anche quattro inediti.

Il primo disco diverso che il gruppo realizza è “Kingdom Of Deside” del 1992 che anche se viene pubblicato un anno dopo dalla sua scomparsa, vede tutti i brani registrati con la presenza di Jeff Porcaro.

SAXON

Posted in Saxon with tags , , on 16 aprile 2009 by blackout87

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Originari di Barnsley, nello Yorkshire, dove si sono formati nel 1977 con il nome di “Son Of A Bitch“, i Saxon sono uno dei gruppi di maggior successo del nuovo heavy metal britannico. Lo conferma l’album d’esordio che prende il nome del gruppo e uscito nel 1979.

L’anno che porta maggior fortuna al gruppo è il 1980 quando l’album “Wheels Of Steel” entra nei primi cinque posti della classifica inglese. Sempre in quest’anno esce “Strong Arm Of The Law“.

Nel 1981 viene registrato “Denim And Leather” e subito dopo c’è una cambiamento nella formazione: Pete Gill viene sostituito da Nigel Glockler. Nel 1983 viene pubblicato “Power and the Glory” e nel 1984Crusader“.

Successivamente i Saxon si spingono verso l’ambito del hard melodico di stampo americano, abbandonando però il classico stile forgiato nei momenti di gloria dei primi anni ’80. Soltanto negli anni Novanta con solidi album come “Forever Free” del 1992 e “Dogs Of War” la band ritroverà le  sue radici metal britanniche, pur senza afferrare il successo di un tempo.

THIN LIZZY

Posted in HARD ROCK/HAIR METAL, Thin Lizzy with tags , , on 16 aprile 2009 by blackout87

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Phil Lynott è un cantante e bassista di Dublino per metà irlandese e per metà brasiliano. Fin dagli anni giovanili si lega con il batterista Brian Downey con il quale, dopo uno stage negli Skid Row, suona blues nei Sugarshack. Quando nella formazione entra anche il chitarrista Eric Bell, il trio prende il nome di “Thin Lizzy” e comincia a farsi notare nel circuito londinese per il rock duro e senza pudore.

Arriva subito un successo: “Whiskey In The Jar“. La formazione però è instabile infatti Eric Bell abbandona il gruppo e viene scelto al suo posto Scott Gorham e Brian Robertson.

Insieme i Thin Lizzy realizzano dei pezzi unici come “Jailbreak” e “The Boy Are Back In Town“.Col passare del tempo, a differenza degli altri gruppi hard rock, il suono dei Thin Lizzy si affina e ottiene sempre maggiore attenzione da parte della critica.

Dopo aver avuto nel gruppo un chitarrista quale Gary Moore i Thin Lizzy scelgono Snowy White. Il suo stile si riflette in “Chinatown” pubblicato nell’ottobre del 1980 e un anno dopo in “Renegade“.

Dopo la pubblicazione di questi due album, il leader del gruppo Phil Lynott decide di introdurre nella propria musica suoni heavy metal e chiama nel gruppo John Sykes. La svolta viene notata con l’uscita dell’album “Thunder and Lightning“, il miglior lavoro dei Thin Lizzy negli anni ottanta.

Ma Lynott sembra ormai pensare ad altri progetti ed è così che il gruppo si scioglie. Egli inizierà una carriera solista troncata però dalla sua prematura morte avvenuta il 4 gennaio del 1986.

Nel 1999 Sykes, Gorham e Wharton rispolverano il nome dei Thin Lizzy per una breve serie di concerti, da cui viene tratto il live “One Night Only“.

Ciò che stupisce dei Thin Lizzy è che nonostante essi abbiano avuto nel gruppo chitarristi quali Gary Moore e John Sykes, l’immagine del gruppo è stata sempre legata a Phil Lynott tanto che egli viene omaggiato in patria da anni con un gigantesco festival che diventa un raduno per coloro che amano il rock e soprattutto per migliaia di fan.

Ho avuto l’onore di ascoltare i Thin Lizzy al “Gods Of Metal” del 2007, purtroppo il nome di Phil Lynott potevo solo sentirlo quando John Sykes omaggiava la sua memoria. Ma non ci si può di certo lamentare ad ascoltare un’ora di classici che lasciano a bocca aperta tutti, da chi poteva conoscere e individuare le piccole imperfezioni a chi invece era li per la prima volta.

Un’esperienza davvero unica.

IRON MAIDEN

Posted in Iron Maiden with tags , , on 15 aprile 2009 by blackout87

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Le origini degli Iron Maiden, fra i più popolari gruppi inglesi di heavy metal degli anni ’80, risalgono al 1975 quando il bassista Steve Harris dà vita al gruppo assemblando un’iniziale formazione. I primi anni di attività sono durissimi: i soldi sono pochi, così come i club in cui suonare, perciò tutti i membri degli Iron si dividono tra un lavoro diurno e i concerti alla sera.

La formazione inizialmente non è stabile, i primi membri  sono il cantante Paul Di’Anno, i chitarristi Dave Murray e Tony Parsons e il batterista Doug Sampson. Il 31 dicembre del 1978 i quattro registrano un demo di tre brani che farà successo nelle serate metal.

Nell’autunno 1979 esce, pubblicato come Ep, cioè come minialbum, “The Soundhouse Tapes” che riscuote un discreto successo anche se viene venduto solo ai concerti e per corrispondenza. Il successo vale al gruppo un contratto con la Emi.

Iron Maiden” esce nell’aprile del 1980 con Cliver Burr alle percussioni e un secondo chitarrista, Dennis Stratton accanto a Murray. L’album raggiunge il quarto posto in Inghilterra e il gruppo inizia a entrare in tour con Judas Priest e Kiss. Nell’ottobre del 1980, Stratton lascia il gruppo e viene sostituito da Adrian Smith.

Nel febbraio del 1981 esce l’album “Killers” che conferma lo stile del gruppo. Dopo un importante tour in Giappone il cantante viene sostituto con Bruce Dickinson che debutta in concerto proprio in Italia.

The Number Of The Beast” del 1982 è un caposaldo del genere e l’album è al primo posto in Inghilterra e platino negli Usa.

La formazione assume il suo definitivo assetto con l’ingresso di Nicko Mc Brain che sostituisce Burr e nel maggio del 1983 realizzano “Piece Of Mind“.

Con l’uscita dell’album “Powerslave” nel 1984 c’è la più grande tournèe mondiale mai sostenuta prima di allora da un gruppo rock, il World Slavery Tour, con un programma di 300 concerti tra l’84 e l’85.

Con “Seventh Son Of A Seventh Son” del 1988 iMaiden realizzano uno dei più brillanti capitoli della loro discografia, grazie ai brani affascinanti e a testi incentrati sul tema della magia e del paranormale.

L’anno successivo sia Bruce che Adrian iniziano a lavorare a progetti solisti e a manifestare alcune esigenze che non possono essere soddisfatte con gli Iron Maiden.

Tutto questo non intacca il gruppo, che con “No Prayer For The Dying” dimostra di essere ancora un punto di riferimento della scena heavy metal.

Infatti pochi si aspettavano che “Fear Of The Dark” sarà l’ultimo album realizzato con Bruce alla voce, il quale lascia amichevolmente il gruppo per dedicarsi alla carriera solista.

Nel gruppo, entra a far parte Blaze Bayley, che sostituisce appunto il cantante e i successivi album “The – X – Factor” e “Virtual XI” vengono accolti tiepidamente dai fan.

Steve richiama Bruce nel gruppo e Adrian rientra affiancandosi a Janick Gers e Dave Murray, insieme realizzano “Brave New World” nel 2000 che rappresenta un ritorno ben apprezzato ma con uno spessore artistico relativo.

Il ritorno di Bruce è un trionfo come mostrano i concerti tenuti di fronte a migliaia di fan in delirio.

Alle soglie del nuovo millennio gli Iron sono tornati ad essere il più rappresentativo gruppo metal in circolazione, resta da stabilire se sapranno ancora fornire un apporto davvero significativo al genere.