Archivio per Bolle Musicali

LE “BOLLE MUSICALI”: MUSICA E AUTOMOBILE

Posted in IL SUONO IN CUI VIVIAMO with tags on 13 maggio 2009 by blackout87

 Secondo una ricerca più del 20% dei cittadini ascoltano musica in auto per oltre 1484869620_eca9fccb4950 minuti al giorno. E’ un dato impressionante, che emerge per la prima volta in un contesto scientifico: le ricerche in passato si rivolgevano soprattutto all’ascolto di musica dal vivo, o all’ascolto di musica riprodotta in ambiente domestico.Ma per chiunque abbia un minimo di spirito di osservazione, secondo me, la scoperta non è affatto sorprendente: infatti, è sufficiente mettersi in ascolto all’angolo di una strada per rendersi conto dell’ampiezza del fenomeno. Chi fa parte di quel 20%, ovviamente non ha nemmeno bisogno di questo: basta l’esperienza personale!!!

Che le si guardi dall’esterno o che si sia abituati a viverci dentro, queste “bolle musicali” circolanti non possono non suggerire qualche riflessione sulle funzioni e sul funzionamento della musica nella vita di oggi.

Un primo commento riguarda il livello di attenzione sottinteso dall’ascolto automobilistico. Quando si ascolta da fermi, e in parte per chi ascolta da passeggero, o modi e le funzioni dell’ascolto non sono dissimili da quelli connessi a qualsiasi altro riproduttore portatile, infatti, è facile crearsi uno spazio privato, un territorio personale, per via musicale.

Ma concentriamoci su chi guida. In questo caso è più che certo che la musica non gode dell’attenzione esclusiva, e nemmeno di quella principale. Qualcuno, spero, avrà notato che il volume che va bene per il guidatore tende sempre a essere fastidiosamente alto per i passeggeri: il che significa che esiste una soglia percettiva che, per chi è impegnato in un’altra attività, si sposta verso l’alto.

Il caso del guidatore, quindi, è, secondo la musicologia e la sociologia quel tipico consumo “disattento”: cioè che non gode di nessuna attenzione.

Ma, invece, come sa chi ne abbia fatto l’esperienza, l’ascolto automobilistico comporta una sua attenzione caratteristica, che non impedisce affatto di cogliere aspetti essenziali della musica.

Certo ci sono dei limiti tecnici, come il rumore di fondo, però ci sono dei condizionamenti visivi: la musica ascoltata in auto si abbina sempre a immagini in corsa, a paracarri e cartelli che sfilano, a strisce discontinue che corrono sull’asfalto sotto di noi.

La strada in un certo senso impone un ritmo alla musica. Infatti, come ognuno di noi, credo, ha sperimentato, esiste musica “più automobilistica” di altra: il pop elettronico più della canzone d’autore, il bluegrass più del blues. Cioè ognuno, non ci sarebbe bisogno di dirlo, può circondarsi in auto della sua musica preferita e andare anche contro i condizionamenti del mezzo.