Archivio per Deep Purple

RITCHIE BLACKMORE

Posted in GUITAR HEROES with tags , , on 11 settembre 2009 by blackout87

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L’influenza di Ritchie sulle giovani leve è stata grande: sono almeno tre le generazioni di promettenti chitarristi che si sono abbeverata alla sorgente del suono Purple, tra un abbandono e un ritorno da figliol prodigo, dei Rainbow. Invece , passerà alla storia per quel solo, ancorché micidiale riff targato “Smoke On The Water”. Quelle serie di note create come per magia sulla tastiera di una Stratocaster e consegnate direttamente alla leggenda.

Chi nega di aver iniziato a strimpellare una chitarra con l’orecchio teso e le dita pronte sulle note infuocate di “In Rock” o, in alternativa, il doppio “Live in Japan” mente sapendo di mentire. Non si prescinde. Il rock, quello tosto e monolitico in odor di metallo fumante destinato a fare scempio delle precedenti correnti di pensiero musicale, in quell’alba rossastra dei Settanta è targato Deep Purple. Ergo Ritchie Blackmore.

I puristi possono storcere il naso quanto vogliono, adducendo la banalità di certi giri armonici quale motivo di scarso interesse quando non di indifferenza: il suo contributo all’affermazione della chitarra come organo supremo del rock adrenalinico resta un dato di fatto. Inconfutabile,

Ma Ritchie sa sorprenderti. Vuole sorprendere, Ed ecco la svolta rinascimentale, al fianco della cantante/compagna Candice Night. Il progetto Blackmore’s Night prende forma nel ’97, quando decide di mandare in pensione l’ennesima incarnazione dei Rainbow per dedicarsi completamente alla musica medievale, un vecchio pallino.

Una fascinazione che affonda negli anni Settanta, ma sinora tenuta a debita distanza. Ha dichiarato: “Mi sono deciso una sera quando Frank Sinatra, incontrandomi, mi ha chiesto: scusi, lei chi è?Allora mi sono detto: ok vada per il medioevo”.

La musica rinascimentale lo ammalia, ma quello che era un vizio da tenere nascosto ora, grazie anche a Candice, è affiorato in una sorta di coraggioso “outing”.

Che se da una parte ha fatto gridare al sacrilegio orde di fan, dall’altro ha permesso di raggiungere un pubblico più vasto ed eterogeneo. Non bisogna scordare, ad esempio, che Blackmore è sempre stato un appassionato di musica classica, tra i primi a sperimentarne la fusione al caldo con il rock.

Uomo immagine Fender, resta affezionato ad una delle prime chitarre, una Gibson ES335 rosso ciliegia. Identica a quella di Chuck Berry.

DEEP PURPLE – MADE IN JAPAN 1972

Posted in Deep Purple with tags , , on 25 aprile 2009 by blackout87

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Made In Japan” è un album live realizzato dai Deep Purple nel 1972. Il successo dell’album è sensazionale.

Il disco si apre con “Highway Star” eseguita in maniera eccellente, come appariranno anche le altre esecuzioni. La durata del brano viene dilatata di diversi minuti e l’assolo di Blackmore irrompe nel pezzo in maniera eclatante, la coesione è perfetta e il pubblico è giustamente in delirio!!!Sfido a non esserlo!!!

Si prosegue con “Child in Time” il cui ormai mitico inciso mette in evidenza uno Ian Gillan veramente in gran forma, la sua voce sembra uno strumento aggiungo, pronta a urlare senza mai andare fuori tono, senza mai una sfumatura. Qualcosa di veramente eccezionale!Fa venire i brividi!

Il brano che meglio rappresenterà il futuro dei Deep Purple è sicuramente “Smoke On The Water“, il suo riff viene ripetuto fino all’inverosimile, gli accordi in successione di Blackmore vengono imparati a memoria da chiunque decida da quel momento in poi di prendere in mano la chitarra.

Segue “The Mule” e il pubblico fa la conoscenza di Ian Paice, che come consuetudine di quei tempi, si appropria della canzone tratta da “Fireball” e la fa sua inserendo all’interno un interminabile assolo di batteria.

Con  “Strange Kind Of Woman” si ritorna allo schema classico del pezzo con l’alternanza di Blackmore e Lord sotto le luci della ribalta, ma nel finale, gli strumenti si zittiscono, solo Paice tiene un semplice tempo di batteria subito sopportata dal battimani del pubblico, ed è a quel punto che Blackmore e Gillan danno vita a un duetto tra chitarra e voce, con il cantante impegnato a raggiungere le note più alte della Stratocaster di Blackmore senza dargli tregua e scatenano l’esultanza di tutti i presenti.

Tocca poi a “Lazy” bellissimo brano tratto da “Machine Head“, farsi strada nell’aria ed è una versione quasi jezzata; chi detta legge è il suono questa volta cristallino della chitarra di Blackmore che si inerpica tra virtuosismi.

Si chiude con “Space Truckin” e con la voce di Gillan che invita il pubblico a scandire il tempo con le mani, mentre il gruppo si lancia verso un’orgia liberatoria di suoni che sembra non avere fine.

Io posso solo dire che ascoltare “Made In Japan” è come aprire la scatola dei ricordi, rituffarsi nel passato ed è l’album che ha permesso di viaggiare tra le molte strade che solo certa musica riesce a tracciare.

 

DEEP PURPLE – SMOKE ON THE WATER (LIVE 1973)

Posted in Deep Purple with tags , , , on 12 aprile 2009 by blackout87

We all came down to Montreux
on the Lake Geneva shoreline
To make records with the mobile
We didn’t have much time
Frank Zappa and the mothers
were at the best
place around
But some stupid
with a flaregun
burned the place to the ground
Smoke on the water
a fire in the sky
Smoke on the water
They burned down
the gambling house
it died with an awful sound
A funky claude was
running in and out
pulling kids out the ground
When it all was over
we had to find another place
But Swiss time was running out
it seemed
that we would lose the race
Smoke on the water
a fire in the sky
Smoke on the water
Smoke on the water

 

Fumo Sull’Acqua
Eravamo andati tutti a Montreux
Sulla spiaggia del lago di Ginevra
Per fare dischi con un furgoncino
Non avevamo molto tempo
Frank Zappa e i Mothers
Erano in una posizione migliore
Ma qualche stupido con una pistola a razzi
Incendiò l’edificio radendolo al suolo
Fumo sull’acqua, fuoco nel cielo

Hanno bruciato quella casa da gioco
È perita con un suono orribile
Claude, adirato, correva dentro e fuori
Tirando fuori dall’edificio i bambini
Quando fu tutto finito
Noi dovemmo trovarci un altro posto
Ma il tempo svizzero stava volando via
Sembrava che dovessimo perdere la gara
Fumo sull’acqua, fuoco nel cielo

Siamo finiti al Grand Hotel
Era vuoto, freddo e spoglio
Ma con il nostro furgone stile “Rolling Stones” là fuori
Noi facevamo musica lì
Con un po’ di luci rosse e alcuni vecchi letti
Ci creammo un posto da spavento
Non importa cosa abbiamo ricavato da ciò
So che non lo dimenticheremo mai
Fumo sull’acqua, fuoco nel cielo

DEEP PURPLE – MACHINE HEAD 1972

Posted in Deep Purple with tags , , on 9 aprile 2009 by blackout87

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L’album del 1972 presenta le caratteristiche di tutta l’opera dei Deep Purple: la raffinatezza degli arrangiamenti senza rinunciare ad un sound duro e innovativo.

Il primo brano “Highway Star“, che nelle versioni dal vivo arriverà a sfiorare i dieci minuti, con i duetti tra la chitarra di Blackmore e i vocalizzi di Gillan diventa un pezzo di storia dell’hard rock.

Ma la canzone che diventerà rappresentativa dell’hard rock di tutto il mondo è “Smoke On The Water“. La sua nascita è molto curiosa, in quanto i Deep Purple dopo l’uscita dell’album “Fireball” decide di andare in Svizzera per incidere il nuovo album. L’intenzione era quella di noleggiare alcune sale del casinò di Montreux, occupato però da Frank Zappa e i suoi The Mothers per una serie di concerti. Ed è proprio durante un’esibizione che scoppia un incendio all’internò del Casinò e i Purple sono costretti a ripiegarsi sul vicino Grand Hotel. Il giorno seguente i cinque di affacciarono alla finestra dell’hotel e videro ancora il fumo alzarsi in cielo. Ed è proprio da qui che venne l’ispirazione per una canzone eccezionale nata sulle ceneri di un evento eccezionali.

Non si smette mai d’imparare!!!

DEEP PURPLE

Posted in Deep Purple, HARD ROCK/HAIR METAL with tags , , on 9 aprile 2009 by blackout87

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I Deep Purple nascono nel marzo del 1968, dall’incontro tra il chitarrista Ritchie Blackmore, il tastierista Jon Lord e il bassista Nick Simper. La band si completa con l’arrivo del cantante Rod Evans, e del batterista Ian Paice il quale lascia sbalorditi Lord e Blackmore che lo prendono nel gruppo ancora prima delle prove vere e proprie!!!

La scelta del nome è molto curiosa, in quanto il gruppo aveva, all’ingresso dello studio, una lavagna sulla quale ogni componente lasciava scritto qualcosa anche frasi varie, idee. Quando un giorno Ritchie scrisse il nome “Deep Purple“, così per gioco, ricordandosi un titolo di una canzone che gli cantava sempre la nonna.

Con questa formazione i Deep Purple incideranno tre dischi che non avranno molto successo. Successivamente iniziarono i primi dissapori all’interno del gruppo per via delle limitate capacità tecniche di Simper ed Evans,mandati via e sostituiti dal bassista Roger Glover e dal cantante Ian Gillan.

Stabilito il gruppo, usciranno ben quattro lavori in studio destinati a cambiare il corso della musica e un live album che ancora oggi resta insuperato “Made in Japan” che a distanza di anni è una pietra miliare.

Altro album è “In Rock” che già nel titolo e nella celeberrima immagine di copertina che vede i cinque volti dei musicisti scolpiti nella roccia, rappresenta una dichiarazione d’intenti: infatti c’è Heavy Metal di “Speed King” e la malinconica “Child in Time“.

I Deep Purple puntano esclusivamente sulla musica senza ricorrere a trovate sceniche e con il singolo “Black Night” spopolano nelle classifiche inglesi.  A meno di un anno di distanza esce “Fireball” considerato sottotono rispetto al precedente ma che invece verrà considerato il migliore da Ian Gillan.

Machine Head” del 1972 presenta quelli che sono i tratti caratteristici di tutta l’opera dei Deep Purple. La band  inciderà “Who Do We Think We Are” a Roma nel febbraio del 1973.

Gillan per problemi con Blackmore decide di andarsene e dedicarsi ad una carriera solista, seguito successivamente da Roger Glover.  Prenderanno il loro posto, David Coverdale e Glenn Hughes. Registreranno insieme l’album “Burn” e “Stormbringer“.

Nonostante il successo Blackmore abbandona la band sostituito da Tommy Bolin, la cui dipendenza dall’eroina costerà cara ai Deep Purple.

Dopo l’uscita di “Come Taste The Band” i Deep Purple si scioglieranno. Soltanto nel 1984, il gruppo si ritrova realizzando “Perfect Strangers“. Nel 1993 i Deep Purple incisero “The Battle Rages On“con Blackmore che lascerà la band durante il tour di supporto al disco. A rimpiazzarlo c’è Steve Morse.

La band continuerà ad aver successo per il resto degli anni novanta. Nel 1996 esce l’album “Purpendicular“. Nel 2002 invece Jon Lord annunciò l’abbandono del gruppo per  dedicarsi ad alcuni progetti personali. Venne sostituito da Don Airey che portò il gruppo ad incidere nel 2005 “Rapture Of Deep Purple“.

La formazione attuale comprende

Ian Gillan – voce

Steve Morse – chitarra

Roger Glover – basso

Ian Paice – batteria

Don Airey – tastiere